Vademecum pedante sul cruelty-free

Il trucco c'è, ma è cruelty-free: cosmetici autoprodotti, naturali, biologici, non testati su animali...

Moderatore: Sunny

Vademecum pedante sul cruelty-free - domenica 7 gennaio 2007, 0:29 da middlearth
Carissime/i, forse qualcuna/o si ricorderà di me, perché postavo su questo forum quando era ancora agli inizi. Per molti motivi, tra cui una cronica mancanza di tempo, negli ultimi mesi non ho più postato, ma ho seguito, seppur discontinuamente, le vostre discussioni.
Ora torno a scrivere perché sono rimasto francamente molto perplesso della lettura di alcuni post di questa sezione. Vorrei quindi proporre un mio contributo, noioso, pedante e forse un po’ antipatico com’è nel mio stile, nella speranza di chiarire qualche dubbio. Spero ovviamente di non offendere nessuno. Nel caso lo facessi, me ne scuso anticipatamente.

Non basta che un cosmetico sia stato comprato in erboristeria o in un negozio di alimenti naturali o che rechi la scritta “non testato sugli animali” perché esso sia davvero cruelty-free.

PRODOTTO NON TESTATO SUGLI ANIMALI o Prodotto finito non testato su animali è una dicitura inutile e fuorviante. Grazie a una direttiva europea, già dal 2002 è vietato fare test cosmetici sul prodotto finito. Le aziende che inseriscono tale scritta sulle loro etichette di fatto prendono solo in giro il consumatore poco informato.

Se non è più possibile fare test sui prodotti finiti, essi possono però essere condotti sui singoli INGREDIENTI, e anzi sono un obbligo per gli ingredienti nuovi. Dire però che l’azienda non ha commissionato test sugli ingredienti aggiunge poco alla questione. Con l’esclusione di poche multinazionali molto ricche, la maggior parte delle aziende (anche volendo) non ha le possibilità di testare (o commissionare) test sugli ingredienti. Questi test sono condotti da istituti di ricerca e da fornitori di materie prima. È per questo motivo che è importante che ci sia una certificazione che indichi la politica delle case cosmetiche nei confronti dei fornitori e degli ingredienti che utilizza per le sue formulazioni.

Lo STANDARD ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments) è oggi probabilmente il miglior standard europeo a riguardo. In Italia, è rappresentato dalla LAV, attraverso l’accordo LAV/ICEA. Le aziende subiscono controlli da parte di un ente certificatore esterno che assicura che tutti gli ingredienti utilizzati sono stati introdotti sul mercato prima di una certa data e che quindi non alimenteranno ulteriormente il mercato dei nuovi ingredienti (e quindi delle nuove sperimentazioni). Dire “abbiamo intenzione di spedire la documentazione per la certificazione” non è in alcun modo una garanzia. Le aziende che hanno sottoscritto questo standard sono: Derbe, Helan, Cibe Laboratori (Fiori & Frutta; Mondo Naturale; Antica Provenza Ligure, Econatura, Antico Marsiglia, Samarcanda), I Serafini, D’Aymons, Indica, Evan, Saponificio Gianasso (Floralia, I Provenzali), Flora-Primavera, San.Eco.Vit (Ecoland, Bjobj, Ecor, Ecotan, Victor Philippe), Biopet, Ecopolo (Almacabio, Hedera Natur), Hawai, L’Erbolario, Coop, John Paul Mitchell, The Body Shop (però di proprietà L’Oreal), Jason Natural, W. S. Badger, Montagne Jeunesse
Esistono ALTRI STANDARD, pur meno restrittivi: in particolare quello di VIVO-CONSUMO CONSAPEVOLE, che integra la lista LAV con altre aziende che però forniscono solo un’autocertificazione (e quindi bisogna fidarsi della loro parola). Personalmente mi lasciano perplesso: se un’azienda può asserire di aderire allo standard non capisco perché non affidarsi alla certificazione esterna. Le spese non sono così ingenti come qualcuno vuole far credere (e sono consultabili sul sito ICEA) e rientrerebbero probabilmente con un buon ritorno di immagine e di nuove vendite. La lista delle aziende segnalate da VIVO è quella LAV cui si aggiungono: Bema, Fitocose, Gala (Natyr), Progetto Gaia, Logona, Lush, Pedrini, Rebis, Remedia, Tea Natura, Vegetal Progress
Segnalo infine lo standard tedesco KONTROLLIERTE NATURKOSMETIK BDIH, l’equivalente (più severo) dell’eco-bio-cosmesi italiana. Le aziende che sono certificate con questo standard si impegnano a non usare materie prime introdotte sul mercato dopo il 1998 (a meno che non vi sia la certezza – impossibile di fatto – che non sano state testate su animali). Le aziende che vi hanno aderito e che sono acquistabili anche in Italia sono: Ann Lind, Annemarie Borlind, Dr. Hauschka, Flora (anche LAV/ICEA), Lavera, Logona, Martina Gebhardt, Primavera (anche LAV/ICEA), Weleda. Si trovano in qualche erboristeria e farmacia o, più facilmente, nei negozi di alimenti naturali.

I prodotti ECO-BIO, anche quelli con certificazione AIAB/ICEA non sono necessariamente cruelty-free. Alcune aziende realmente cruelty-free hanno però la certificazione eco-bio (come Bjobj, o, alcune linee Cibe Laboratori, Derbe, Helan, L’Erbolario). I prodotti certificati BDIH sono a tutti gli effetti ecobio.

Non tutti i prodotti cruelty-free sono necessariamente VEGETARIANI E VEGANI. Alcune aziende però forniscono tali garanzie, specificando anche quali prodotti sono vegetariani e quali vegan: a tale proposito segnalo i siti di Helan, D’Aymons e Lush. I prodotti Almacabio sono certificati dall’AVI, quelli Montagne Jeunesse dalla Vegetarian Society. Sul sito www.lavera.co.uk sono segnalati i prodotti vegetariani, quelli vegani e quelli (ahimè) che non sono né l’uno né l’altro; i loro prodotti vegani hanno il bollino della Vegan Society. Ciò non impedisce che anche altre case abbiano prodotti vegetariani e vegani, ma occorre farci attenzione.

Scusate il papiro.
Hope it helps.
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middlearth
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- lunedì 8 gennaio 2007, 2:52 da Asja
Grazie Middlearth, ho notato anch'io qualche post "strano"...
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Asja
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Re: Vademecum pedante sul cruelty-free - lunedì 8 gennaio 2007, 13:10 da Amarena
middlearth ha scritto:Segnalo infine lo standard tedesco KONTROLLIERTE NATURKOSMETIK BDIH, l’equivalente (più severo) dell’eco-bio-cosmesi italiana. Le aziende che sono certificate con questo standard si impegnano a non usare materie prime introdotte sul mercato dopo il 1998 (a meno che non vi sia la certezza – impossibile di fatto – che non sano state testate su animali). Le aziende che vi hanno aderito e che sono acquistabili anche in Italia sono: Ann Lind, Annemarie Borlind, Dr. Hauschka, Flora (anche LAV/ICEA), Lavera, Logona, Martina Gebhardt, Primavera (anche LAV/ICEA), Weleda.

Grazie, mi interessava sapere delle marche tedesche!
Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa. (William James)
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Amarena
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- lunedì 8 gennaio 2007, 15:19 da tabata
Grazie per questo post molto utile e scritto in modo chiarissimo!!! :D
Sarebbe bello farlo girare, perchè in giro (e anche nella mia testa, prima della lettura di questo post!) c'è un po' di confusione! :wink: :D
"Ogni conoscenza, la totalità di ogni domanda e di ogni risposta, è contenuta nel cane"
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- lunedì 8 gennaio 2007, 21:50 da sofia
è un dato di fatto che l'autoproduzione rimanga sempre la cosa migliore da fare. :)
Lo stimolo alla distruzione è stimolo creativo

" La vita non è mai così semplice, soprattutto per chi si preoccupa della sorte degli animali e sa di dover fare qualcosa ora e non aspettare qualche mistica e lontana data fatidica. Ogni giorno di ogni mese di ogni anno ci sono persone che abbandonano la loro vita tranquilla e sicura e decidono di intraprendere l'arduo cammino che porta alla liberazione di tutti gli animali. Il lungo cammino verso la vittoria che è il solo traguardo per porre fine alla sofferenza e fermare questo massacro. E grazie ai sacrifici e all'impegno di tutte queste persone il cammino si fa più breve, la vittoria si avvicina e il movimento per la Liberazione degli animali diventa sempre più forte e determinato, mentre chi abusa degli animali è intimorito dalla sua risoluta e cocciuta fede nella vittoria." Barry
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sofia
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Re: Vademecum pedante sul cruelty-free - giovedì 11 gennaio 2007, 17:19 da Sunny
middlearth ha scritto:
Se non è più possibile fare test sui prodotti finiti, essi possono però essere condotti sui singoli INGREDIENTI, e anzi sono un obbligo per gli ingredienti nuovi. Dire però che l’azienda non ha commissionato test sugli ingredienti aggiunge poco alla questione.



E' un topic molto interessante... però vorrei capire meglio una cosa: tra le aziende che hanno sottoscritto lo standard ECEAE figura l'Erbolario, che però scrive, nelle confezioni dei suoi prodotti "I cosmetici finiti dell'Erbolario non sono stati testati su animali. I loro ingredienti potrebbero essere stati testati, ma non su commissione dell'Erbolario."
Ma allora, in base alla frase di Middlearth citata sopra, l'Erbolario non è VERAMENTE cruelty-free... io volevo passare ai prodotti della Lepo proprio perchè pare assicurasse assenza di sperimentazione anche sugli ingredienti, però a quanto sembra non fa parte dello standard...
AIUTO :shock:
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Re: Vademecum pedante sul cruelty-free - giovedì 11 gennaio 2007, 17:44 da Alex81
Sunny ha scritto:E' un topic molto interessante... però vorrei capire meglio una cosa: tra le aziende che hanno sottoscritto lo standard ECEAE figura l'Erbolario, che però scrive, nelle confezioni dei suoi prodotti "I cosmetici finiti dell'Erbolario non sono stati testati su animali. I loro ingredienti potrebbero essere stati testati, ma non su commissione dell'Erbolario."
Ma allora, in base alla frase di Middlearth citata sopra, l'Erbolario non è VERAMENTE cruelty-free... io volevo passare ai prodotti della Lepo proprio perchè pare assicurasse assenza di sperimentazione anche sugli ingredienti, però a quanto sembra non fa parte dello standard...
AIUTO :shock:

L'Erbolario è stata l'ultimissima ad aderire, pochi mesi fa, quindi prima dovrà finire probabilmente gli stock di confezioni vecchie :-)
Ogni società che voi costruirete avrà i suoi margini e sui margini di ogni Società si aggireranno i vagabondi eroici e scapigliati, dai pensieri vergini e selvaggi che solo sanno vivere preparando sempre nuove e formidabili esplosioni ribelli! Io sarò tra quelli!
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- giovedì 11 gennaio 2007, 18:06 da beavegan
sofia ha scritto:è un dato di fatto che l'autoproduzione rimanga sempre la cosa migliore da fare. :)



sottoscrivo! :O)
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Re: Vademecum pedante sul cruelty-free - giovedì 11 gennaio 2007, 18:23 da middlearth
Alex81 ha scritto:
Sunny ha scritto:E' un topic molto interessante... però vorrei capire meglio una cosa: tra le aziende che hanno sottoscritto lo standard ECEAE figura l'Erbolario, che però scrive, nelle confezioni dei suoi prodotti "I cosmetici finiti dell'Erbolario non sono stati testati su animali. I loro ingredienti potrebbero essere stati testati, ma non su commissione dell'Erbolario."
Ma allora, in base alla frase di Middlearth citata sopra, l'Erbolario non è VERAMENTE cruelty-free... io volevo passare ai prodotti della Lepo proprio perchè pare assicurasse assenza di sperimentazione anche sugli ingredienti, però a quanto sembra non fa parte dello standard...
AIUTO :shock:

L'Erbolario è stata l'ultimissima ad aderire, pochi mesi fa, quindi prima dovrà finire probabilmente gli stock di confezioni vecchie :-)


Infatti. Le nuove linee Erbolario uscite a Natale (Myrrhae - o come diavolo si scrive - e Petali e fiori) hanno già le etichette aggiornate :wink:
Quanto a Lepo, aderisce allo standard (in realtà secondo me meno restrittivo, poichè non prevede forme di controllo) Vivo-Consumo consapevole. Nel post ho inserito l'azienda produttrice, che è Pedrini, cui Lepo Line fa riferimento. Ho provato a modificare ora il post per renderlo più chiaro, inserendo anche il nome Lepo Line, ma appare una finestra che mi dice che non è possibile editare post che abbiano già ricevuto delle risposte. Magari i moderatori ci possono aiutare... :)
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middlearth
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- giovedì 11 gennaio 2007, 19:58 da Sunny
Grazie infinite :wink: in effetti non ero informata di questo... :glasses7:
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- venerdì 12 gennaio 2007, 20:51 da Sunny
Oggi in erboristeria ho visto un lucidalabbra della linea Myrrhae... che portava sulla confezione la scritta STOP AI TEST SUGLI ANIMALI!!!! :hello1: :toothy7: Certo costava 12 euro :confused3: ... e ovviamente la signora non sapeva nulla della storia dei test... anzi in un'altra erboristeria dove ero stata prima mi hanno risposto "niente test sugli animali?? No, tutti i prodotti che si vendono in erboristeria sono testati, NON SI PREOCCUPI." :shock:
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- venerdì 12 gennaio 2007, 22:19 da Asja
12,00 euri? Io li vendo 3,30!

Il nn si preoccupi, sono tutti testati me lo sentivo ripetere spesso... Anche quando andavo a comprare le scarpe: nn si preoccupi, sono di vera pelle!
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Asja
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- martedì 15 maggio 2007, 11:41 da shakti
erbolario usa comunque ingredienti non eco compatibili, i prodotti sono qualitativamente mediocri e viaggiano sul "cruelity free" per proporre cose da supermercato a prezzi vergognosamente alti...
vorrei poi sottolineare come l'adesione al protocollo ICEA sia diventato un business per queste ditte... ci sono realtà più piccole, magari sconosciute ai più che fanno ottimi prodotti e che non costano così tanto. certo, il fatto che l'erbolario abbia aderito è un bene ma, ripeto, io non amo questa casa furbacchiona e costosissima...
Più diventa tutto inutile
e più credi che sia vero
e il giorno della Fine
non ti servirà l'Inglese...
F. Battiato
shakti
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- mercoledì 13 giugno 2007, 22:46 da licia76
Grazie per il post chiaro ed esauriente. :albino:
*Licia76*

E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio (A. Einstein)
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licia76
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Re: Vademecum pedante sul cruelty-free - lunedì 29 giugno 2009, 12:34 da underoblivion
interessantissimo e utilissimo

però alla fine non ci hai detto quali sono le tue ditte "consigliate" :)
underoblivion
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underoblivion
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