Sulla morte di Clement: fascismo e liberazione animale

Pacifismo, nonviolenza, antirazzismo, multiculturalità, diritti glbt...
Mercoledì 5 di giugno nei pressi della stazione di Paris St.Lazare, a Parigi, il compagno antifascista diciottenne Clément Méric veniva attaccato da tre neonazi facenti parte del gruppo di estrema destra JNR (Jeunesses nationalistes révolutionnaires).
Dopo poche ore Clément moriva nell’ospedale di Salpêtrière a causa di un trauma cranico procurato dalla caduta contro un palo di ferro dopo essere stato brutalmente pestato con un tirapugni. Mentre i suoi amici tentavano a loro volta di difendersi, alcuni dei nazi hanno continuato ad infierire sul corpo di Clément ormai incosciente a terra.


Clément è l’ultimo di una lunga lista di persone morte per mano fascista negli ultimi anni, e questo omicidio avviene in un contesto, quello francese, dove di recente numerosi attacchi di stampo razzista e omo/transfobico (registratisi non solo a Parigi, ma anche a Lione, a Tolosa ed a Poitiers) hanno contribuito a porre in evidenza una crescente volontà da parte di gruppi fascisti/nazionalisti di riorganizzarsi sfruttando una latente tendenza sociale all’odio verso il diverso, riaffermatasi in occasione delle recenti mobilitazioni contro il matrimonio omosessuale, che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone.


Mentre Clément è morto nel silenzio, il fascista che lo ha attaccato ed ucciso viene esaltato come un martire: su Facebook è nata una pagina di supporto che conta oltre 7.000 ‘seguaci’ che crescono ora dopo ora. L’immagine utilizzata per questo profilo ritrae il fascista durante la marcia nazionale contro le pellicce a Parigi l’anno scorso, sotto la quale i ‘camerati’ che si occupano del supporto si preoccupano di precisare che Esteban, questo il nome della feccia, è ben distante dall’essere un violento skinhead ed anzi è sinceramente coinvolto nella lotta a difesa degli animali.
Qui la pagina di supporto per il fascista Esteban : https://www.facebook.com/SoutenonsEstebanOfficiel


Anche Clément lottava per gli animali, era vegano ed attivo nel movimento antispecista francese.


Parte del movimento di liberazione animale sta cercando da tempo di richiamare l’attenzione sul problema assolutamente prioritario delle infiltrazioni fasciste all’interno dei movimenti ecologista ed antispecista, un tentativo troppo spesso caduto nel vuoto in quanto da parte di molte, troppe, altre realtà antispeciste il fattore è stato e continua ad essere sottovalutato, minimizzandone la gravità e di fatto supportando la tendenza alla trasversalità del movimento, favorendo il qualunquismo dilagante.


Pochi giorni prima dell’omicidio di Clément, durante una manifestazione contro un allevamento di visoni nel sud della Francia alcuni/e attivisti/e del collettivo ‘Panthères Enragées’ , dopo aver esposto striscioni antifascisti e contro la presenza della ‘Fondazione Brigitte Bardot’ alla manifestazione (B. Bardot, fondatrice dell’associazione, nota sostenitrice del ‘Fronte nazionale’ e condannata quattro volte per istigazione all’odio razziale ed omofobo), venivano attaccati da esponenti della fondazione stessa, qui il comunicato, in francese, dell’aggressione:
http://pantheresenragees.noblogs.org/po ... ifasciste/


A questa aggressione non è seguita alcuna reazione da parte del movimento francese.


Sebbene i due fatti non siano direttamente connessi, a nostro modo di vedere si iscrivono entrambi nel medesimo contesto: un movimento per la liberazione animale che in Francia, come in Italia, come in altri paesi, non riesce a riaffermare quei contenuti radicali, esplicitamente libertari ed anti autoritari, necessari a definirne l’identità; e che nel tentativo di mobilitare un alto numero di persone predilige forme di comunicazione ed espressione semplici e superficiali, rendendo possibile per fascisti di ogni risma la mistificazione delle istanze portate avanti e l’infiltrazione attiva in campagne ed iniziative.

Questo testo nasce dal senso di rabbia ed impotenza davanti alla morte di un ragazzo, ma chi scrive spera possa essere uno spunto per comprendere, una volta per tutte, che ambiguità ed incertezza spianano la strada per questa feccia, che questo movimento, il nostro movimento, o sarà in grado di reagire finalmente in modo compatto, deciso, chiaro o e condannato ad una lenta e miserabile fine; per capire che i fascisti uccidono, e coloro che ne difendono l’esistenza o la partecipazione in nome della ‘apoliticità’ del movimento non sono inconsapevoli, sono complici.

La nostra solidarietà ed i nostri pensieri vanno alle compagne ed i compagni di Clément.

Fuori i fascisti dalle strade e dai quartieri, dai cortei e dalle lotte.

Fuori i fascisti dal movimento di liberazione animale e della terra.

Liberazione animale Genova
...forget compassion in time of war..
cane_vegan
junior
 
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