La parola alla "Disinformazione"

Pacifismo, nonviolenza, antirazzismo, multiculturalità, diritti glbt...
La parola alla "Disinformazione" - sabato 6 gennaio 2007, 10:27 da LadyNeutrone
La parola alla "Disinformazione"

Intervista a Marcello Pamio, amministratore del portale di "controinformazione", Disinformazione.it, a cui va la nostra stima e il nostro ringraziamento per lo spazio e la visibilità che sempre è stata offerta alla Etleboro e ai suoi articoli

D: Come è nato Disinformazione.it, trasformandolo in un vero portale della controinformazione?

R: Il sito che gestisco è nato quasi per caso (anche se il caso non esiste) diversi anni fa. Inizialmente venivano pubblicate solo notizie di stampo medico-scientifico estrapolate da libri poco noti e da riviste come Nexus.
In pratica quello che non accettavo era l’idea che tecniche terapeutiche, per così dire alternative (anche se questo termine non è corretto), e dai risultati molto più incoraggianti di quelle della scienza ortodossa, non venissero divulgate perché contro gli interessi economici delle lobbies del farmaco e dei loro lacché in camice bianco!
Personaggi “eretici”, come Pantellini, Bonifacio, Hamer, Di Bella (prima della vergognosa campagna mediatica a suo carico), Simoncini e molti altri veri ricercatori, vennero radiati dall’albo professionale, perseguitati e screditati, e questo perché anteponevano agli interessi economici quelli della persona.
Basterebbe rileggere attentamente il giuramento di Ippocrate, in particolare “il non nuocere” (anche se i medici non giurano più in quello originale. Ma poi giurano veramente?), per capire quanta ipocrisia e arroganza oggi ci sia dentro gli studi medici, i corridoi ospedalieri e soprattutto nei laboratori di ricerca.
Nel corso degli anni da questo tipo d’informazione specifico il sito si è allargato a 360 gradi, partendo dalla massoneria, sempre più infiltrata nella nostra società, almeno nei posti che contano….
Il resto lo hanno fatto i lettori.
Se il sito è cresciuto, è perché sono aumentate le persone che non si accontentano più delle balle veicolate dal Sistema. Persone che hanno delle idee proprie e non plasmate dai media, che si pongono finalmente delle domande.


D: Che differenza esiste secondo lei tra l’informazione che dà il web e quella degli altri mass media?

R: Parlare di mass media liberi o di libera informazione è semplicemente un’eresia. Adesso cercherò, seppur brevemente, di spiegarmi con l’ausilio della logica.
Tutti i canali mediatici sono delle società, e in quanto tali, devono produrre utili (stipendio del direttore, giornalisti, ecc.). Se a fine anno non ci sono utili, qualsiasi società chiude, a meno di interventi parassitari (finanziamento all’editoria, ecc.) dello Stato. I grandi media sono per lo più delle società per azioni, che tradotto, significa che devono rispondere a degli azionisti, sempre più spesso banche!
Questo è il primo livello di controllo: un’azionista per volere magari politico, un banchiere o chi per esso, può tranquillamente interferire sulla linea aziendale, cioè sulla linea editoriale, cioè sull’informazione stessa!
Il secondo livello di controllo è quello degli sponsor.
Nel mio lavoro c’è un modo di dire molto azzeccato: “Dimmi che pubblicità hai e ti dirò da chi sei controllato”. Sembrerà strano, ma è proprio così!
Domanda: un giornale o un canale televisivo che riceve centinaia di migliaia di euro per esempio dalle lobbies delle bollicine o dalle lobbies delle telecomunicazioni, potrà mai pubblicare un articolo che descriva i pericoli delle onde elettromagnetiche o sul fatto che l’acqua di rubinetto è più controllata di quella in bottiglia? Assolutamente no!
Questo controllo è il più subdolo perché non necessita l’intervento diretto di qualche losco personaggio: basterà ventilare la cancellazione di un contratto miliardario…e il gioco è fatto.
Siccome la pubblicità serve per campare, ecco spiegato perché i media non sono e non possono essere liberi!
Internet, nonostante la sua origine militare, attualmente permette (vedremo fino a quando) la diffusione di una informazione scevra dai controlli visti prima.
L’esplosione di siti web, inaspettata o forse voluta dal Regime, ha il pregio di dare per il momento spazio a siti indipendenti. Il mio è solo uno dei tanti.
La questione è semmai quella di capire fino a quando il Sistema permetterà una simile anomalia. Non è causale infatti le operazioni che stanno facendo: leggi ad hoc, software mirati nei provider, ecc., per ovviare a questa falla e per poter controllare il non-controllabile.
Bisogna fare poi molta attenzione ai siti che veicolano appositamente “disinformazione”. Questa strategia, usata dai servizi e dai gruppi elitari, ha lo scopo d’infiltrarsi nel sistema e creare confusione proponendo informazioni corrette, mescolate a falsità e mezze verità, oppure per screditare spudoratamente quelle vere. Il problema sta proprio nel riuscire a scremare il vero dal falso, per non credere a tutto quanto o per non gettare nella spazzatura anche il buono. L’esempio plateale che mi viene in mente è il libro “Codice da Vinci”: un’accozzaglia di falsi, ma anche di verità storiche, tutte mescolate magistralmente assieme in un romanzo avvincente.
Qualcuno a questo punto potrebbe chiedermi perché ho chiamato il sito proprio “Disinformazione,it”. Semplice: è solo questione di punti di riferimento. Se chiamiamo informazione la “sbobba” che il Regime passa, allora io disinformo. Tutto qua. E’ sempre questione di punti di vista, ma la Verità è una sola!


D: Secondo lei, la controinformazione può essere usata e strumentalizzata come la disinformazione?

R: Qualsiasi cosa può essere usata per scopi nobili o per scopi meno nobili. Un banalissimo coltello, molto utile in cucina, può uccidere se usato da una mano criminale. Quindi anche la controinformazione non è esente da tutto ciò.
La disinformazione di Regime viene usata per screditare o per depistare; ma anche la controinformazione se usata scorrettamente è funzionale al Sistema.


D: Che ruolo può avere oggi la politica nella gestione dell’economia o della società?
R: Faccio mie la parole del grande poeta statunitense (rinchiuso per tantissimi anni in manicomio proprio per le cose che diceva) Ezra Pound, il quale ebbe a dire che i politici sono i camerieri dei banchieri. Come dargli torto?
Anzi, siccome ho rispetto per tale lavoro, intendo il cameriere, mi spingerei oltre, dicendo che i politici sono i servi umili del potere economico!
E’ d’obbligo precisare a questo punto che la Politica è tutto, per cui sarebbe più corretto parlare di partitismo. Oggi, come ieri, infatti i partiti politici sono i burattini manovrati dal vero potere, che è quello economico.
Non a caso il capostipite dell’impero dei Rothschild, Mayer Amschel Bauer, era solito affermare che non gl’interessava chi faceva le leggi, perché controllando la moneta di uno Stato avrebbe controllato tutto! E questo signore se ne intendeva parecchio di controllo…


D: E’ giusto parlare di scienza negata e storia occultata?

R: La storia come noi la conosciamo, quella per intenderci che studiamo a scuola (ad usum delphini verrebbe da dire), è sempre stata scritta dai vincitori, e quindi rappresenta sempre e solo un punto di vista: quello dei potenti di turno. Andrebbe riscritta quasi per intero!
Per fare qualche esempio della storia recente: quanti conoscono esattamente i nomi dei finanziatori del nazionalsocialismo in Germania e del comunismo in Russia? Personaggi che hanno sulla coscienza centinaia di milioni di morti!
E se vi dicessi che dietro i due più grandi crimini del XX secolo, ci sono state le medesime banche? Banchieri - con tanto di nome e cognome - che hanno sostenuto e armato da una parte il socialismo tedesco e dall’altra il socialismo di Stato sovietico: due facce apparentemente contrapposte della medesima medaglia!
Per quale motivo direte voi? Semplicissimo: la Seconda Guerra Mondiale!
Documenti alla mano dimostrano, la guerra in Europa era stata pianificata qualche anno prima!!! Ma naturalmente nessuno studia queste cose a scuola o all’università…per cui rimane del semplice revisionismo.
Per la storia un po’ meno recente, bisognerebbe sapere anche che la Rivoluzione Francese è stata opera della massoneria, e che il famosissimo “Liberté, Egalité, Fraternité”, non era il motto dei rivoluzionari che hanno abbattuto l’Ancien Regime, ma semplicemente la scritta che riportava la principale loggia massonica di Parigi! Semplice casualità?
Questo solo per fare due piccoli esempi.
Lo stesso discorso appena fatto per la storia, vale anche per la scienza, e forse in maniera ancor più spregiudicata.
Tutta la scienza è nelle mani di lobbies potentissime (chimica-farmaceutica, agro-alimentare, armi, energia e telecomunicazioni), qualche decina di corporazione, tutte controllate da pochissime banche.
Gli Stati hanno sempre meno soldi da destinare alla ricerca, e questo non è causale: i fondi devono essere essenzialmente privati! La logica conseguenza è che: se segui i dettami dell’establishment, se ti pieghi al loro volere, ricevi i fondi per la ricerca, altrimenti no. Questo per dire come tutta la ricerca è controllata da pochi personaggi, e coloro che decidono di andare contro il Sistema, si dovranno arrangiare con i propri mezzi.
Ecco il motivo per cui la lotta quarantennale contro il cancro è stata un fallimento! Tanto più una malattia è mortale, tanti più interessi economici ci sono dietro. Semplice e criminale equazione.
Per quanto concerne invece la storia della scienza, anche questa merita una attenta analisi. Quelli che sono considerati grandi geni, ad un occhio più attento, critico e storico (ma vero), oggi risultano essere stati dei falsificatori; viceversa, quelli che in passato sono stati considerati ciarlatani, oggi viene evidenziata la loro grande genialità.
Galileo Galilei, come pure Isaac Newton, e molti altri, modificarono letteralmente, per non dire falsificarono, i dati dei loro esperimenti (come nel caso di Galileo che non faceva nemmeno) per far risultare quello che si prefiggevano in partenza. Altro che scienziati onesti.
Al contrario, uno dei più grandi ricercatori non riconosciuti, che voi di Etleboro avete dedicato ampio spazio, è stato Nicola Tesla. Oggi la scienza ce lo ricorda semplicemente come unità di misura, quando invece moltissime delle tecnologie che usiamo quotidianamente, dalla corrente alternata alla radio, le abbiamo grazie al suo genio. Per non parlare delle sue ricerche nel campo della free-energy.
Se qualcuno mette il naso in questo mondo, cioè nelle ricerche di confine sull’energia gratuita, o quasi, allora si rischia la propria incolumità.
Per il Sistema, mantenere il mondo schiavo dell’energia (e non solo) è di fondamentale importanza, e i motivi sono ovvi.

D: Cosa pensa degli eventi che stanno colpendo l’economia internazionale in queste ultime settimane?

R: La risposta a questa domanda è molto complessa ma cercherò di essere il più sintetico possibile.
Tutte le economie del globo sono controllate dalle stesse persone che manipolano i governi e che gestiscono le lobbies.
Chi crede nella libera concorrenza o nel libero mercato crede in qualcosa che non esiste.
Nel 1929 il crollo di Wall Street è stata un’operazione voluta: con un colpodi bacchetta, la Banda Bassotti (le banche che contano), sono entrate in possesso di decine di migliaia di aziende, società e piccole banche fallite; come pure le ripercussioni in Europa di tale crack sono servite per lo stesso medesimo scopo. La Seconda Guerra Mondiale, che ha permesso l’uscita apparente dalla crisi, ha contemporaneamente dato all’Impero statunitense la possibilità di comperarsi, mediante i piani di aiuti, l’intera Europa.
Alla fine della guerra, con i Trattati di Bretton Woods e soprattutto con la vittoria della guerra, il dollaro si è imposto come unica moneta di scambio (se volevi oro, dovevi comperare dollari, al prezzo stabilito di 35$ l’oncia). Nasce così l’Impero economico statunitense. Da allora la Federal Reserve ha stampato vagonate di bigliettoni verdi con le quali ha invaso il mondo, ma la moneta non aveva alcun controvalore aureo, non aveva nulla, quindi era ed è carta straccia.
A ferragosto del 1971 Nixon, siccome i governi europei avevano iniziato a richiedere l’oro (che ovviamente non avevano), ha dovuto eliminare i Trattati di Bretton Woods, dichiarando ufficialmente il fallimento statunitense.
Ma si tratta di un fallimento fittizio.
Come potete vedere, la storia rivista sotto un’altra ottica, meno ufficiale, rende più chiaro alcuni importanti passaggi epocali.
Oggi tutte le monete del mondo, ad eccezione del rublo (secondo quanto ha affermato recentemente Vladimir Putin, ma ho qualche dubbio), non sono coperte da oro (o argento), quindi sono tutte da considerarsi carta straccia. Una carta straccia però che ha il potere di schiacciarci e strozzarci, provocando indirettamente milioni di morti ogni anno. Il Signoraggio, cioè la truffa più grande della storia dell’umanità, viene incamerato dalle banche e serve per creare un fittizio debito pubblico, giustificando l’esistenza delle tasse e le privatizzazioni di Stato, che permettono di schiacciare il popolo.
Stiamo assistendo impotenti a precise manovre masso-mafiose!
Il dollaro viene mantenuto basso rispetto all’euro (misura per diminuire l’enorme debito estero degli States e per favorire le esportazioni a stelle e strisce), ma provocando danni seri alle industrie europee. Le crisi economiche (Argentina) e crack finanziari sono all’ordine del giorno (Enron, Parmalat, Cirio, ecc.). E tutto questo perché?
Lo scopo ultimo sarà quello di farci passare lentamente dalla moneta cartacea (rischiosa, vecchia, decrepita) alla moneta elettronica (sicura, nuova, moderna): cioè la carta di credito con microchip.
La propaganda è già iniziata e infatti le banche stanno già spingendo i correntisti. Ci diranno che la carta sarà molto sicura, non sarà clonabile, e soprattutto comoda: basta con i vecchi portafogli pieni di carte.
Dico solo questo: quando non vi sarà più moneta in circolazione, quando non avremo più coscienza diretta dei movimenti di denaro, e quando il denaro scorrerà solo attraverso un circuito elettronico delle carte di credito, il controllo sull’uomo sarà totale! Allora forse sarà troppo tardi.


D: Vuole aggiungere qualcosa?

R: Approfitto di questa intervista per ringraziare tutti voi di Etleboro per l’enorme mole di informazioni che veicolate, e che aiutano, direttamente o indirettamente, il mio lavoro di controinformazione. A causa del mio lavoro, il Regime mi ha etichettato in ogni maniera: dal comunista al nazifascista, dall’antiamericano per arrivare fino all’antisionista.
La spiegazione è semplice: quando dai fastidio e non riescono a tapparti la bocca passano al discredito mediatico! E’ matematico.
Dico questo semplicemente perché, d’ora in poi, quando in rete troverete accuse vergognose nei confronti del sito che gestisco, potrete rendervi conto subito chi sta “lavorando” dietro…
Vi ringrazio per l’intervista che mi avete concesso e concludo citando proprio uno dei padri fondatori d’America, Thomas Jefferson, nella speranza che le sue parole continueranno a riecheggiare per lungo tempo:

«Se una nazione si aspetta di essere ignorante e libera, essa immagina quello che mai è stato e mai sarà.
Il popolo non può essere sicuro senza informazione.
Quando la stampa è libera, e ogni uomo è in grado di leggere, tutto è sicuro»
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- sabato 6 gennaio 2007, 11:14 da Marcello
Dato che ci siamo, il sig. marcello pamio non si offenderà se facciamo un po' di disinformazione anche su di lui... :wink:

http://italy.indymedia.org/news/2006/05/1077499.php

M.
Marcello
 

- sabato 6 gennaio 2007, 13:28 da LadyNeutrone
Interessante io leggo spesso etlaboro, un motivo per continuare a leggere, certo che l'unico di cui ti puoi fidare rimane sempre e solo te stesso.

L'individualismo impera sempre di più, almeno per il mio individuo.
Sto diventando il concetrato di individualismo massimo riguardo alla società umana.

Katia
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Re: La parola alla "Disinformazione" - lunedì 14 maggio 2012, 11:50 da marzian
Il link di Indymedia non funziona più. Marcello, ricordi cosa diceva?

Mi interessano i retroscena su Pamio!
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marzian
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Re: La parola alla "Disinformazione" - lunedì 14 maggio 2012, 11:54 da Marcello
Cinque anni fa? Non mi ricordo cosa ho fatto ieri! :-)

M.
Marcello
 

Re: La parola alla "Disinformazione" - lunedì 14 maggio 2012, 12:01 da Marcello
Se inserisci quel link su archive.org mi pare tu lo possa ritrovare.

M.
Marcello
 

Re: La parola alla "Disinformazione" - lunedì 14 maggio 2012, 12:44 da marzian
Grazie, l'ho ritrovato! http://web.archive.org/web/200903070133 ... 077499.php

Fa parte di una serie di post, abbastanza "famosi" (li avevo anche già letti), in cui alcuni utenti di Indymedia ascrivevano alla categoria dei "fasci" da "ricacciare nelle fogne" buona parte del mondo dell'informazione alternativa in Italia non allineata alle loro posizioni.
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marzian
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