Proposta per un manifesto antispecista

Teoria e pratica antispecista, società ed antispecismo, filosofia e politica antispecista

Moderatore: Adriano

Re: Proposta per un manifesto antispecista - martedì 9 marzo 2010, 19:03 da lorynuvola
e' vero quello che dici e io purtroppo mi ci rispecchio.
è una lotta nella lotta, anche se quella portata avanti a livello personale è più dolorosa e difficile da affrontare. credo tantissimo nell'antispecismo, è il mondo che voglio. crederci però mi fa stare male perchè la realtà è lontanissima da quell'idea e soprattutto perchè non è condivisa dalle persone che amo.
l'isolamento alle volte è l'unico strumento di difesa a nostra disposizione, è come mettersi in trincea.
non è una giustificazione la mia, forse è una sorta di autoanalisi che sto portando avanti da qualche tempo.
la non condivisione delle mie idee certamente mi ostacola, questo lo ammetto e, alle volte, forse, il compromesso non è una vittoria per nessuno.
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lorynuvola
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - mercoledì 10 marzo 2010, 18:05 da Adriano
A dire il vero l'isolamento è una sorta di rifugio nel quale a volte è giusto ritirarsi, ma solo temporaneamente perché la trincea è fuori tra chi ancora non ha nemmeno preso in considerazione che possa esistere una visione del mondo diversa.
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Adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - giovedì 24 marzo 2011, 17:04 da Canaan
Quoto pienamente lorynuvola condividendo la sua stessa difficoltà. E' verissimo che più si fanno delle scelte poco diffuse nella società più diventa difficile vivere in essa. Tuttavia è altrettanto vero che più ci isoliamo più i mali che vorremmo veder scomparire dal mondo non se ne andranno. E' dura esporsi ma scappare,sebbene aiuti il nostro benessere, ci rende dei cattivi testimoni perchè se siamo a conoscenza di certe cose che devono essere cambiate il nostro compito è rendere tutti consapevoli di tale necessità di cambiamento.

Ho poi una questione sulla quale vorrei far riflettere (a proposito Adriano,ho fatto altre domande sul sito del Manifesto Antispecista alla sezione cassetta degli attrezzi, appena hai tempo fà un salto a leggere ;))

La questione riguarda il rapporto umano-animale nella visione antispecista. Molte difese e barriere sono state elaborate dalla nostra specie per potersi difendere da animali che effettivamente arrecavano un danno all'umano (vedi lupi,sciacalli,parassiti,ecc.). In un mondo in cui non bisogna ostacolare l'agire degli altri esseri animali,come ci si comporta di fronte a questi fenomeni?
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - mercoledì 30 marzo 2011, 14:15 da [Leo]
Canaan ha scritto:La questione riguarda il rapporto umano-animale nella visione antispecista. Molte difese e barriere sono state elaborate dalla nostra specie per potersi difendere da animali che effettivamente arrecavano un danno all'umano (vedi lupi,sciacalli,parassiti,ecc.). In un mondo in cui non bisogna ostacolare l'agire degli altri esseri animali,come ci si comporta di fronte a questi fenomeni?


Ma non credo che il discorso anti-specista interessi l'istinto primario di ogni specie e di ogni individuo e quindi anche dell'uomo, cioè la sopravvivenza. Se l'uomo o qualsiasi altro animale se aggredito per difendersi uccide od ostacola l'aggressore non si può parlare di specismo ma di sopravvivenza. Così come per sopravvivere il carnivoro uccide altri animali. Lo specismo dell'uomo è di ben altra natura, non è causato da nessun istinto, ha radici culturali, non ha come fine la sopravvivenza, ma semmai il fine del dominio. E credere che il cosidettto progresso (legato a doppio filo con l'ideologia del dominio e lo sfruttamento di natura e animali) sia utile ai fini della sopravvivenza umana è ormai follia, l'uomo mai come ora è vicino al suo annientamento, cementificazione, produzione industriale, ricerca medica hanno prodotto mali e tutt'al più ogni tanto qualche rimedio ai mali stessi. Hanno alienato l'uomo dalla sua natura, hanno creato miseria, avarizia, asservimento, malattie, diseguaglianze, umiliazioni, genocidi e guerre.

Leo
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - domenica 23 ottobre 2011, 23:40 da mezkalito
Sicuramente la scelta vegana tende ad isolare a livello sociale. Da vegetariano che sono, trovo spesso difficile relazionarmi con chi percepisce la mia scelta come una inutile stravaganza. Ritengo però opportuno tenere sempre in considerazione il cammino individuale di ciascuno di noi. Io sono stato educato in una famiglia con un alimentazione "standard", quindi ricca di carne, pesce e derivati animali. Crescendo mi sono avvicinato all'ecologismo, e solo successivamente, dopo anni di contatto e confronto con vegetariani, ho scelto anch'io di smettere di nutrirmi di carne e pesce. Il cammino è stato graduale, e così è per tutti. Spesso, negli ambienti ecologisti, o di "lotta al sistema", ci si trova a condividere momenti con persone che seppur sensibili alle tematiche ambientali ed etiche, non condividono la scelta vegana. Non credo che in questi casi sia utile concentrarsi sulle differenze, ma è sicuramente più efficace collaborare su quei fronti di lotta di cui si condividono i mezzi. ( Come ad esempio il boicottaggio, il consumo critico.....). Magari poi, un domani, questi compagni di lotte, dopo aver assaggiato le prelibatezze della cucina vegana, potranno convertirsi a questo regime alimentare condividendo un ulteriore strumento di lotta.
mezkalito
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - giovedì 27 ottobre 2011, 20:59 da Adriano
I "compagni di lotta" dovrebbero diventare vegani non perché ci sono piatti gustosi, ma perché è giusto. Non si diventa antirazzisti perché fa tendenza no?
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Adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - sabato 29 ottobre 2011, 8:25 da mezkalito
Caro Adriano, non ho mai detto che bisogna diventare vegani perché ci sono piatti gustosi o perché di tendenza.
Ho scritto Magari poi, un domani, questi compagni di lotte, dopo aver assaggiato le prelibatezze della cucina vegana, potranno convertirsi a questo regime alimentare condividendo un ulteriore strumento di lotta. perché molti non-vegetariani non si immaginano neppure quante cose buone si possono mangiare con una dieta vegetariana o vegana.
Continuo invece ad affermare con convinzione che è molto importante non trasformare la scelta vegana in un dogmatismo stigmatizzante.
Per cambiare questo mondo bisogna iniziare a farlo da oggi, e collaborare con chi ha intenzione di farlo. L'essere vegano non può essere una condizione NECESSARIA affinché si possano portare avanti collaborazioni o progetti. Altrimenti il rischio è l'isolamento sociale, la ghettizzazione. Collaborando invece con i non-vegani sugli altri fronti che gli antispecisti individuano come utili al cambiamento di questa società (consumo critico, boicottaggi, autoproduzione, controinformazione, ecologismo.....) e condividendo con questi "compagni di lotta" esperienze, sarà molto più facile convincerli con l'esempio concreto, dell'importanza della scelta vegana.
mezkalito
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - venerdì 4 novembre 2011, 11:06 da Adriano
Ciao Mezkalito,

essere vegan è la condizione minima per avviare una seria collaborazione. Nessuno (o quasi) purtroppo è nato vegan, e quindi si avrà sempre a che fare con chi non lo è (come è accaduto a me quando sono venuto in contatto con persone vegan e non lo ero). E' quindi chiaro che se si vuole avanzare ci si deve sempre confrontare apertamente, però lo si deve fare con chi è seriamente convinto di mettersi in gioco e lea teoria dei piccoli passi non serve a nulla se non a soddisfare la coscienza di chi la mette in pratica.
Se stessimo parlando di lotta contro il cancro ai polmoni il minimo che dovrebbe fare chi vuole seriamente partecipare è smettere di fumare, non credi?

adriano
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Adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - martedì 3 gennaio 2012, 2:24 da mezkalito
Caro Adriano,
tu stesso dici che non sei nato vegan. Immagino che tu sia arrivato ad esserlo perché i vegani che hai conosciuto quando tu ancora ti nutrivi di derivati animali, sono state persone aperte al confronto ed alla collaborazione. Se fossero state persone chiuse e dogmatiche, difficilmente tu li avresti presi a modello.
Poi però contemporaneamente affermi che essere vegani è la condizione minima per avviare una seria collaborazione.
Questa frase discrimina tutti i non-vegani dalla possibilità di collaborare con i vegani per migliorare il pianeta. Ciò mi rattrista, e credo che tu ti sia dimostrato troppo intelligente da non poter essere consapevole delle conseguenze di tali affermazioni.
Certo per te essere vegano è prioritario rispetto ad essere, per esempio, buddista. Per un buddista, il non nutrirsi di animali è secondario rispetto all'essere praticante. Ciò non toglie che un buddista ed un vegano possano manifestare insieme contro la TAV, o collaborare per organizzare un orto cittadino nel loro quartiere, o per istruire le giovani madri sui rischi della pratica vaccinale.
Quando io parlo di collaborare con gli altri "compagni di lotta" intendo costruire insieme reali pratiche di emancipazione dal sistema capitalista. Se la prassi del movimento antispecista sarà quella di collaborare solo con vegani, il movimento antispecista sarà destinato ad entrare in una spirale di isolamento e inutili rigidi dogmatismi a tutto vantaggio del sistema imperante, sperperando l'enorme potenziale rivoluzionario di persone che fanno del vivere etico una reale scelta di vita. Ritengo quindi che coloro i quali cercano di diffondere atteggiamenti settari, escludendo la possibilità di confronto con realtà altre da quella VEG, stiano di fatto lavorando PER il sistema e non CONTRO il sistema. Ripeto quanto detto in altri accesi confronti: per te la scelta vegana è prioritaria rispetto ad altre scelte. Per altri no. Esistono ottimi maestri di yoga vegani che fumano le sigarette, come esistono attivisti ecologisti che mangiano le uova. Ci sono persone che per pigrizia, gola, o ignoranza non hanno ancora scelto di rinunciare a nutrirsi di animali. Io non mi sento di escluderli, bensì di accompagnarli verso un processo di cambiamento. D'altra parte essere vegani non è ASSOLUTAMENTE sufficiente. Se lavoro come speculatore in borsa, il mio essere vegano è soltanto ipocrisia. La scelta vegana a mio avviso dovrebbe essere accompagnata al consumo critico. Il consumo critico dovrebbe essere orientato al boicottaggio totale delle merci prodotte da un sistema che si basa sullo sfruttamento (animale, umano e naturale). Il boicottaggio totale si può realizzare solamente con l'emancipazione, cioè l'autoproduzione.
Di qui si passa all'autogoverno, l'autogestione. Insomma Bookchin, Kropoktin ecc. a ritroso fino a Proudhon.

Buon anno a tutti i vegani, e anche a tutti gli altri
e speriamo che sia l'anno del tanto agognato cambiamento!
G.Ceresoli
mezkalito
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - giovedì 9 febbraio 2012, 10:36 da Adriano
Pochissimi hanno avuto la fortuna di nascere vegan. Ho incontrato diverse persone vegan quando non lo ero, molte di loro sono state decisive per il mio percorso di crescita, ma devo dirti spassionatamente che ci mi ha influenzato maggiormente sono le persone vegane che hanno sempre cercato di essere coerenti con la propria scelta. La forza del messaggio vegano sta proprio in questo: la forza. Pare un gioco di parole, ma non lo è. Viviamo in una società che ci ha abituati ad accettare tutto, ed in cui nulla è grave ed irrimediabile, una società della deresponsabilizzazione collettiva e dell’infanzia perenne, in una società del genere un messaggio forte e coerente è un messaggio di rottura. Chi è vegan e parla di veganismo ne deve parlare con tutti, è ovvio, ma sempre e comunque tenendo ben presente quali siano le sue responsabilità e i suoi doveri morali, ed in base ad essi tenere un preciso comportamento che è di apertura e collaborazione per chi è interessato. Il mio punto di vista è molto semplice: si può lottare fianco a fianco, ma per essere “compagni di lotta” si devono avere dei fondamenti comuni. Se io e te ci ritroviamo ad una manifestazione contro la violenza ed io venissi armato di una pistola, difficilmente tu accetteresti il mio comportamento, parimenti se tu partecipi ad una manifestazione contro lo sfruttamento degli animali, il minimo che puoi fare è non mangiarli o indossarli.
Possiamo anche partecipare a eventi o manifestazioni comuni, perché vi sono molti punti di contatto tra la tua visione e la mia, ma non sia mo compagni di lotta, siamo persone che hanno visioni diverse e che partecipano ad una manifestazione.
Durante il fascismo in Italia c’erano moltissime persone che si opponevano al regime, erano tutte accomunate dall’antifascismo, ma sai bene che le posizioni e le visioni erano diversissime. Questo è solo un esempio.

No n si può lottare contro i sistema accettandolo. Lo sfruttamento animale è la base del sistema, fa parte della visione di dominio dell’uomo sugli altri e anche quindi dell’uomo sull’uomo. Se si vuole combattere il sistema lo si deve fare dalle fondamenta e non dai piani alti. Chi si batte contro l’alta velocità a pranzo mangia gli stessi animali di chi fa il celerino dall’altra parte delle barricate: entrambi accomunati dall’accettazione di una visione antropocentrica e capitalistica, entrambi parte integrante del sistema, forse hanno acquistato quel pezzo di animale dalla stessa azienda, e quindi dimmi: dove sta la differenza se non alla superficie?
C’è molta gente che si impegna moltissimo e merita rispetto, ma il cambiamento non può esserci se prima non si rivoluziona la propria vita per poi rivolgersi all’esterno. Solo così si potrà essere davvero compagni di lotta.

Adriano
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Adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - sabato 18 febbraio 2012, 0:09 da mezkalito
Continui a portare l'attenzione su chi dice di lottare per un mondo migliore ma continua a nutrirsi di carne.
Ma che mi dici di quelli che sono vegani, ma poi lavorano per quello stesso sistema che sfrutta uomini, animali e risorse naturali?
Può un antispecista lavorare per una multinazionale petrolchimica? (Giusto per fare un esempio)
Io continuo a porre questo tipo di domande su questo forum, perchè a partire dalle risposte a queste domande si potrebbe incominciare un cammino comune.
Aspetto fiducioso.
mezkalito
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - sabato 18 febbraio 2012, 20:12 da Adriano
No non può un vegano antispecista lavorare per una multinazionale.
Mi pare ovvio no?

Detto questo: conosci qualcuno che possa dirsi estraneo allo sfruttamento e che viva in questa società? O si vive al suo interno o si vive al suo esterno. Per non sfruttare nessuno ci si dovrebbe ritirare su una meteora in grecia, o in una grotta.

Di sicuro chi cerca di boicottare questo sistema e non mangia carne ha un impatto sugli altri (tutti gli altri) infinitamente minore rispetto a chi considera solo lo sfruttamento sui propri simili.

adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - domenica 19 febbraio 2012, 1:43 da mezkalito
Finalmente ci sono riuscito!
Allora concordi con me che per poter evitare lo sfruttamento si rende necessario costruire un'economia altra da quella capitalista!
Se un antispecista non può lavorare per una multinazionale, deve pur lavorare in qualche modo. E l'unico modo per lavorare per qualcuno che non sia il "padrone" è emanciparsi, l'autogestione insomma!
Tutte cose che si ripetono dai socialisti utopisti in poi, in particolare tra gli anarchici.
E' per questo che io credo che l'antispecismo sia un "upgrade" molto raffinato e profondo del pensiero anarchico.
Del resto se nell'asilo di mia figlia raccontano fiabe in cui si uccide il lupo ha senso che io come genitore vegano mi limito a dire alla mensa che lei non mangia prodotti di derivazione animale? Non sarebbe meglio costituire un asilo autogestito in cui si raccontano fiabe che hanno il lieto fine anche per gli animali?
Questo è giusto per fare un esempio, per incominciare a ragionare assieme su come costruire un mondo migliore.....
mezkalito
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - giovedì 23 febbraio 2012, 21:22 da Adriano
Il veganismo etico è solo un mezzo, potente quanto vuoi ma solo un mezzo per l'ottenimento della liberazione animale che corrisponde poi a quella umana.
Il veganismo è una filosofia di vita che serve come attuazione quotidiana di un'esistenza improntata ad un cambiamento sociale radicale, è quindi chiaro che si prefigurano tutta una serie di visioni che derivano da altre lotte sociali.
Non credo che l'antispecismo sia l'upgrade di nulla, semplicemente è un pensiero che si è evoluto da molti altri e li ha superati. L'anarchismo parla di libertà umana, l'antispecismo di libertà animale (umana e non), quindi comprende anche delle istanze anarchiche, ma non solo ovviamente.
Per quanto riguarda il lavoro bisogna vedere se è davvero necessario lavorare.
Quindi per completezza: il veganismo etico è una pratica indispensabile per l'antispecismo che si prefigge la liberazione animale (umana e non), ci sono molte altre pratiche ma quella vegana è senza dubbio la più dirompente. Quanto detto può far capire la complessità e la vastità del pensiero antispecista che trae inspirazione (ma non è una diretta emanazione) da altre visioni tra cui quella anarchica, ma anche quella pacifista, non violenta etc...

adriano
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Re: Proposta per un manifesto antispecista - lunedì 27 febbraio 2012, 15:30 da [Leo]
mezkalito ha scritto:Continui a portare l'attenzione su chi dice di lottare per un mondo migliore ma continua a nutrirsi di carne.
Ma che mi dici di quelli che sono vegani, ma poi lavorano per quello stesso sistema che sfrutta uomini, animali e risorse naturali?
Può un antispecista lavorare per una multinazionale petrolchimica? (Giusto per fare un esempio)


Il tuo discorso non fila, innanzitutto perchè mangiare o non mangiare carne è una scelta individuale, fattibile sempre e comunque, dipende solo dalla volontà dell'individuo che la compie, mentre invece la scelta del lavoro raramente dipende dalla volontà del lavoratore. Se ce ne fosse la possibilità l'antispecista sceglierebbe di non lavorare per una multinazionale petrolchimica. E visto che in certi settori, parlo per esperienza personale del settore tecnologico, direttamente o indirettamente si ha sempre a che fare con qualche multinazionale, non esiste libertà di scelta. L'autogestione può essere un obbiettivo, ma spesso è difficilmente raggiungibile. Qualche settimana fa leggendo un libro sull'agricoltura sinergica ho trovato un numero di mq2 necessari per rendere autosufficiente, solo per verdure e frutta, una famiglia di 4 persone, al che ho preso il numero di abitanti dell'Italia e l'ho diviso per i mq2 della superficie del nostro paese, montagne, strade, città incluse. Il risultato è ovvio, abbiamo poco più di un campo di calcio a testa per vivere in Italia, non riusciremmo neanche a essere autosufficienti per il consumo dei vegetali per una semplice questione numerica, se tutti ci dedicassimo all'autogestione boicottando pratiche "capitaliste". L'autosufficienza può essere un obbiettivo, ma di sicuro non un requisito di appartenenza all'anarchia, al libero pensiero o a una qualche altra categorizzazione elitista.

Leo
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