Antispecisti e destra: quale posta in gioco?

Teoria e pratica antispecista, società ed antispecismo, filosofia e politica antispecista

Moderatore: Adriano

Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 16 aprile 2012, 12:35 da virgola
da http://www.antispecismo.net

Antispecisti e destra: quale posta in gioco?
Di Cip & Ciop

IL VECCHIO E IL NUOVO

Questo testo è un commento critico all'articolo "Antispecisti di destra?" di Adriano Fragano e Luca Carli, apparso sul sito de La Veganzetta e poi ripubblicato in versione ridotta su A rivista anarchica [1]. Tale articolo mira a confutare l'esistenza di un "antispecismo di destra" dichiarandolo impossibile e "assurdo". Una conclusione per la quale sarebbe bastato semplicemente osservare che, visto che l'antispecismo è una teoria egualitaria, e visto che il pensiero di destra è fondamentalmente contrario all'idea di uguaglianza, i due non sono compatibili.

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Marco

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - domenica 29 aprile 2012, 21:33 da Adriano
La risposta la si può leggere qui: http://www.veganzetta.org/?p=1519

In attesa di un serio commento critico al dossier “Antispecisti di destra?”

Da più parti ci è stato riferito che sul sito antispecismo.net era stato pubblicato un commento critico al dossier della Veganzetta “Antispecisti di destra?” ( www.veganzetta.org/?p=698 ).
In quanto coautore del dossier fornisco la mia risposta al commento che è possibile leggere a questo indirizzo: www.antispecismo.net/index.php?option=c ... a-in-gioco

Prima di entrare nel merito vorrei fare alcune considerazioni sul metodo adottato.
Il dossier “Antispecisti di destra?” è stato scritto da persone che hanno esposto le loro idee e se ne sono assunte la responsabilità firmandosi con nome e cognome, è eccessivo chiedere a chi replica con un commento critico di firmarsi in modo da rendersi riconoscibili? Che serietà può avere un commento firmato da Cip & Ciop (o da Cippa & Cioppa)? Per avviare un confronto costruttivo non ritengo opportuno celarsi dietro pseudonimi di comodo, la critica a volto scoperto, la verità anche urlata in faccia è la migliore medicina contro molti comportamenti ipocriti e falsi che tanto vanno di moda nella rete specchio della nostra società.
A ben pensarci se ci fossimo firmati come Gianni e Pinotto forse saremmo stati letti con maggior benevolenza dai due Scoiattoli.
Come seconda considerazione sul metodo con cui è stato reso pubblico tale testo di commento, desidero sottolineare che ritengo singolare il fatto che per criticare uno scritto prodotto da redattori di un giornale cartaceo che ha anche un suo sito web pubblico, si debba ricorrere ad uno spazio su un altro sito web. Ciò causa molto dispiacere perché la Veganzetta ha lasciato sempre lo spazio necessario e sufficiente per ogni considerazione.Per tale motivo la presente risposta non comparirà sul sito antispecismo.net, ma sul sito della Veganzetta.

Passando alle questioni di merito, tengo particolarmente a replicare a un passaggio dello scritto di Cip & Ciop in cui si descrive il “risultato sconcertante” a cui giungiamo, ossia che l’antispecismo incompatibile con la dottrina della destra sia solo quello derivante da una ipotetica variante da noi espressa, e non con l’antispecismo “di prima maniera” derivante dal pensiero di Singer e Regan. Il tutto riportando un frammento del testo del dossier che, estrapolato dal contesto generale del discorso, ben poco può dire. Ciò che è stato scritto nel dossier è esattamente quanto si può leggere di seguito:

“In realtà, se l’antispecismo si limitasse a denunciare la discriminazione arbitraria che subiscono gli Animali a causa della loro appartenenza a una specie diversa da quella umana, ossia una discriminazione basata unicamente su motivi biologici, ciò non basterebbe, ad esempio, a escludere la possibilità di un antispecismo di destra. Si potrebbe essere antispecisti di destra (ossia razzisti e sessisti) senza cadere in contraddizione con la definizione sopra riportata.

Ciò che manca, infatti, è ancora un passaggio, passaggio costituito dall’analisi della seconda parte della corrispondenza biunivoca sopra citata tra valori e società. In altre parole: lo specismo non è solo un’idea, qualcosa di teorico, ma è anche una prassi. Per comprendere come questa prassi sia nata e si sia evoluta è pertanto necessario compiere una ricerca storica. Questa ricerca, a sua volta, consente di capire quali sono le reali condizioni in cui questa discriminazione si è sviluppata, ossia consente di capire come realmente la forma assunta dalla nostra struttura sociale ha influenzato il pensiero specista e, nel contempo, ci permette di rispondere alla domanda se il concetto stesso di specismo sia sempre stato qualcosa di immutabile nel tempo o abbia assunto, nel corso della storia, un significato diverso.

Le feconde e fondamentali intuizioni di Singer e Regan necessitano quindi di dover passare dal mondo delle idee, dalle stanze dei filosofi, a quello reale, e fare questo ci consente di capire quali sono tutte quelle barriere (sociali, economiche, culturali, religiose ecc.) il cui abbattimento costituisce la conditio sine qua non affinché tale trasposizione possa avvenire.

Alcuni ritengono che tale passaggio sia qualcosa di indebito, di strumentale, effettuato con lo scopo di portare nella discussione antispecista concetti legati alle proprie ideologie politiche e che, così facendo, si finisce per mettere in secondo piano l’importanza della questione animale. L’accusa mossa è quella di utilizzare la lotta antispecista per “fini politici” riconducibili a ideologie da essa distanti.

È doveroso ammettere, in effetti, che questo pericolo esiste, ma non per questo tale analisi deve essere elusa, pena l’incapacità di comprendere appieno il fenomeno di cui stiamo parlando: non è pertanto qualcosa di indebito, bensì di necessario. E che non sia una forzatura lo si può vedere, ad esempio, facendo un confronto con il razzismo e osservando come tale concetto si sia modificato nel tempo.”

La questione, è palese, è ben diversa da ciò che asseriscono Cip & Ciop. Il pensiero esposto non è che una constatazione a posteriori sulle possibili evoluzioni del pensiero utilitarista di Singer e giusnaturalista di Regan, il tutto calato nel contesto socio-culturale contemporaneo. Questo nel tentativo (del tutto parziale e limitato, e senza alcuna pretesa) di evidenziare la necessità di una rielaborazione in chiave politica, storica e sociologica contemporanea dell’antispecismo. Necessità che nasce dal fatto che né Singer, né Regan hanno affrontato tali questioni direttamente (1). E ciò non significa che noi abbiamo in tasca la soluzione proponendo una nuova via dell’antispecismo, ma solo che dopo 37 anni dalla pubblicazione di Liberazione animale di Singer, il pensiero antispecista ha continuato il suo cammino teorico. Evidenziare che “Le feconde e fondamentali intuizioni di Singer e Regan necessitano quindi di dover passare dal mondo delle idee, dalle stanze dei filosofi, a quello reale, e fare questo ci consente di capire quali sono tutte quelle barriere (sociali, economiche, culturali, religiose ecc.) il cui abbattimento costituisce la conditio sine qua non affinché tale trasposizione possa avvenire.” non è né un peccato, né una sconfessione di quanto i due filosofi hanno prodotto con il loro lavoro. E’ anzi il riconoscimento del fatto che pur non rispondendo più a tutte le contemporanee esigenze del pensiero antispecista, sono e rimangono due pilastri dello stesso. In buona sostanza, senza alcuna velleità di creare nuove teorie antispeciste, si è tentata un’analisi per chiarire – a nostro avviso – l’impossibilità di un pensiero antispecista accostabile a quello della destra, perché semplicemente è questo che ci sta a cuore e che ci preoccupa.

Tutto il resto evidenziato da Cip & Ciop è solo un puro esercizio di stile e privo di motivazioni plausibili: ciò che ci si aspettava come risposta al dossier era l’avvio di un dibattito sulla tematica affrontata, proposte, idee, anche critiche se costruttive, il tutto solo ed esclusivamente a beneficio della causa antispecista. Ci si ritrova invece di fronte a una lunga e faziosa requisitoria di due persone (da buon antispecista reputo tali Cip & Ciop anche se sono dei roditori) che non si capisce per quale astruso motivo si sono sentite risentite a causa del nostro lavoro. Da quanto scrivono si evince solo una sconclusionata sequela di citazioni ed una spiccata acredine verso gli autori del dossier e verso Maurizi (che ben poco centra con quanto abbiamo scritto). Per tale motivo non ritengo né interessante, né utile rispondere punto per punto a quanto scritto dal duo disneyano.

Concludo puntualizzando che è davvero difficile ricevere critiche sulla questione femminile (2) da chi nel testo antepone al cognome delle persone citate l’articolo determinativo (pittoresco IL Marx, mancava all’appello solo il Leone Tolstoi…), come pure dopo tanto furore antispecista ci si sarebbe aspettati una chiusura meno specista senza l’utilizzo di Mosche cocchiere che credono di guidare una povera Mula che traina un carro… La strada da fare, è evidente, è ancora molta.

Adriano Fragano

Note:

(1) Peter Singer, Una sinistra darwiniana. Politica, evoluzione e cooperazione, Edizioni di Comunità, 2000
A dire il vero Peter Singer scrisse un libello – sul quale non mi esprimo in questa sede – dal titolo Una sinistra darwiniana, in cui auspicava la nascita dalle macerie del crollo del muro di Berlino di una nuova sinistra da lui definita “darwiniana”.
Alla pagina: http://www.einaudi.it/libri/libro/peter ... 8882450596

Si può leggere:
“La sinistra ha bisogno di un nuovo paradigma. Il crollo del comunismo e l’abbandono, da parte dei partiti socialdemocratici, del tradizionale obiettivo socialista della nazionalizzazione dei mezzi di produzione, hanno lasciato la sinistra priva degli obiettivi che hanno avuto un’importanza centrale nei due secoli in cui essa si è formata e sviluppata, fino a raggiungere una posizione di notevole potere politico e di grande influenza intellettuale. [...] Ciò che vorrei prendere in considerazione, in questa sede, non è tanto la sinistra come forza politica organizzata, ma come grande corrente di pensiero, come insieme di idee che si propongono di raggiungere in qualche modo una società migliore. La sinistra in questo senso ha urgente bisogno di nuove idee e di nuovi approcci alla realtà. A mio avviso, nuove idee in grado di rivitalizzare la sinistra potrebbero derivare da un diverso approccio allo studio dei comportamenti sociali, politici ed economici umani, che si fondasse saldamente su una concezione moderna della natura umana. È tempo che la sinistra consideri seriamente il fatto che noi siamo animali evoluti, e che rechiamo le prove della nostra eredità non solo nella nostra anatomia e nel DNA, ma anche nel nostro comportamento. In altre parole, è tempo di promuovere la nascita di una sinistra darwiniana.
Peter Singer ”

(2) faccio riferimento alla nota [5] di Cip & Ciop che recita: Notevole il modo in cui, nel pensiero che i nostri autori vorrebbero radicale e rivoluzionario, l’oppressione delle donne, che ospita tutte le gamme dello sfruttamento capitalista, della schiavitù (domestica e sessuale) e della violenza (mutilazioni, uccisioni), venga ridotta ad una mera questione di… “denigrazione”
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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - venerdì 4 maggio 2012, 13:07 da telin
ritengo utile aggiungere anche l'altra risposta data da M. Maurizi



L’antispecismo a n dimensioni e la critica della critica critica

di Pico de Paperis

Finalmente il dibattito antispecista comincia ad entrare anche in casa Disney! Era ora, dopo decenni in cui noi figli di Walter siamo stati ignorati dal pensiero radicale (tranne che da quel genio solitario di Benjamin – che, forse non a caso si chiamava anche lui Walter – dalla cui penna ispirata uscirono le interessanti note su Mickey Mouse che ogni antispecista nonché femminista di prima, seconda, terza, quarta e quinta generazione dovrebbe leggere e rileggere). Certo, noi animali Disney non abbiamo ancora reso l’adeguato servigio al pensiero animalista/antispecista, e sì che potremmo, in quanto animali umanizzati o umani animalizzati, avere molto da dire sull’argomento...


tutto l'articolo è qui:
http://www.antispecismo.net/index.php?o ... ca-critica
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"...per quanto debole possa essere l'influenza della mia voce negli affari pubblici, il diritto di votare su di essi è sufficiente ad impormi il dovere di istruirmi in materia." J. J. Russeau.
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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - domenica 6 maggio 2012, 12:54 da Adriano
Ciao Eva,

se in futuro antispecismo.net volesse pubblicare anche il nome di chi scrive gli articoli sarebbe più corretto e soprattutto un buon servizio per tutti.

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 10:40 da virgola
come redattore di antispecismo.net, seppure a titolo personale, vorrei proprio dire la mia su questo. Non capisco la richiesta di Adriano. Se alla redazione di un sito arrivano articoli firmati da "cip e ciop" o da "pico de paperis" o da "xxx" ovviamente non possiamo inventarci un nome. O si suggerisce di non pubblicare testi firmati da uno "pseudonimo"? Se così fosse, ovviamente, sarebbero affari di antispecismo.net. Quindi, sia nel primo che nel secondo caso, non vedo il senso.
Marco

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 13:27 da Adriano
Marco,

che tu non capisca il senso della questione è palese.
ciò che ho scritto è dettato dal fatto che se cip & ciop vogoliono attaccare (come hanno fatto) due persone che si firmano per nome e cognome e che espongono pubblicamente le loro idee, sarebbe buona educazione fare altrettanto. la redazione di antispecismo.net può fare ciò che vuole, penso solo che sia serio chiedere alla gente che esprime un parere nel modo che cip & ciop hanno fatto di farlo assumendosi la responsabilità di ciò che dicono firmandosi. E' chiedere troppo?
I veri nomi di cip & ciop e di pico de paperis io li conosco da tempo, il mio era solo una richiesta di serietà.

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 13:32 da telin
scusami adriano, vi avevo scritto una risposta ma ho problemi di connessione e me la sono persa. la riposto appena la recupero.
vorrei capire una cosa però...
se cip & ciop avessero semplicemente postato in fe con un nickname che è cip & ciop, avresti moderato e cancellato il post?
non voglio essere polemica, voglio solo capire. nel frattempo recupero la mia risposta, scusate ma sono incasinata.
Telina

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 13:35 da virgola
continuo a non capire.
A chi stai chiedendo di firmarsi? Agli autori? (che tu affermi di conoscere, ma che io non conosco!)
O ad antispecismo.net?
Se stai chiedendo agli autori, ovviamente sono fatti vostri.
Se stai chiedendo ad antispecismo.net, come redattore ti dico:
ammesso (e tutt'altro che concesso) che siamo d'accordo sul fatto che non si dovrebbero scrivere testi in forma anonima e che la richiesta di farlo sia una richeista di "serietà", che cosa chiedi? che una redazioen che riceve un pezzo chieda la firma con nome e cognome? che in mancanza di tale firma non pubblichi dei pezzi? anche se sono interessanti?
Rispondi, e capirò :)
Marco

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 13:45 da Adriano
la richiesta è a voi che in quanto redattori di un sito online che pubblica notizie dovreste vagliarle e decidere cosa pubblicare.
se io e l'altra persona avessimo scritto il dossier in questione sotto pseudonimo, sarebbe stato corretto rispondere con uno pseudonimo, ma visto che non è così mi pare corretto firmarsi.
A questa logica si è attenuto pico de paperis che ha risposto a cip & ciop.
Se le due persone non lo hanno fatto era vostro compito chiederlo, se non lo avete fatto mi spiace per voi, perché con nick, pseudonimi etc... ci si nasconde e non ci si assume alcuna responsabilità, è un giochetto tipico del web che però non porta a nessuna discussione propositiva: quindi anche il ruolo di antispecismo.net come veicolo di pensieri, critiche e proposte perde di attendibilità. Ciò che mi dispiace è la mancata occasione di discutere un argomento importante.

spero di essere stato chiaro.

adriano
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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 13:55 da telin
ti predo di rispondere alla mia domanda.
è importante per capirsi. su fe avrebbero potuto postare o no?
Telina

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 14:00 da virgola
con la domanda qui sopra telin entra nel merito della questione. A me importava in prima istanza capire se si trattava di una richiesta rivolta ad antispecismo.net.
Dato che è così, la questione - mi pare - è molto semplice: Adriano e antispecismo.net hanno opinioni diverse sull'opportunità di pubblicare sul web articoli senza firma. Se hanno voglia di discuterne, lo faranno.

Per farlo, in effetti, la domanda di Telin mi pare pertinente. Un'altra potrebbe essere: non c'è stato tempo fa un dossier antispecista su una rivista anarchica con un articolo sotto pseudonimo? il dossier ha perso di credibilità per questo?
Marco

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 14:01 da virgola
virgola ha scritto:Per farlo, in effetti, la domanda di Telin mi pare pertinente. Un'altra potrebbe essere: non c'è stato tempo fa un dossier antispecista su una rivista anarchica con un articolo sotto pseudonimo? il dossier ha perso di credibilità per questo?


scusa Adriano, così posta sembra un tranello. IL dossier cui faccio riferimento è un dossier a cui hai partecipato, è ovviamente per questo che lo cito.
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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 14:17 da Adriano
Ciao,

rispondo brevemente a tute e due le domande:

1) forumetici è un forum e non è un sito dove c'è una redazione di persone che scrive. un forum è una piazza virtuale di discussione a cui tutti attenendosi a precisi principi condivisi si esprimono. cip&ciop avrebbero potuto iscriversi a forum mediante una loro email e scrivere ciò che hanno scritto.
Diverso è il discorso di un sito come antispecismo.net che non è un forum di discussione ma un sito di pubblicazione di notizie e testi a opera di un circoscritto gruppo di persone. la differenza è palese e sostanziale.

2) per quanto riguarda il dossier sull'antispecismo su A, io non vi ho preso parte, ti confondi con altri miei articoli su quella testata. ad ogni modo ribadisco che se non si tratta di uno pseudonimo ben conosciuto (si evita il nome e cognome ma tutti sanno chi è la persona che scrive), o di un gruppo noto, o di un'associazione o collettivo, non ritengo corretto pubblicare articoli anonimi o firmati con nomi di fantasia che equivalgono ad un perfetto anonimato. Se non si ha il coraggio di assumersi la responsabilità di ciò che si scrive, meglio dedicarsi ad altro.

adriano
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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 14:35 da telin
1) forumetici è un forum e non è un sito dove c'è una redazione di persone che scrive. un forum è una piazza virtuale di discussione a cui tutti attenendosi a precisi principi condivisi si esprimono. cip&ciop avrebbero potuto iscriversi a forum mediante una loro email e scrivere ciò che hanno scritto.
Diverso è il discorso di un sito come antispecismo.net che non è un forum di discussione ma un sito di pubblicazione di notizie e testi a opera di un circoscritto gruppo di persone. la differenza è palese e sostanziale.


Il blog di anet è nato come evoluzione del forum che era, con dei presupposti specifici messi dentro le dichiarazioni di intenti. Tra questi c'è l'area chiamata "SPAZIO LIBERO" che prevede di garantire ciò che il forum di anet garantiva, cioè uno spazio libero dove pubblicare liberamente. Questo per noi - che abbiamo deciso di chiudere Anet forum per proteggerne il progetto dai limiti di quel sistema, ma che abbiamo anche deciso di portare oltre ciò che avevamo costruito - era importante. Dentro lo "SPAZIO LIBERO" pubblichiamo ciò che viene proposto dall'esterno senza esprimerne un giudizio di merito e qualità preventiva ed è anche per questo che tolleriamo l'anonimato.
Se questa cosa non è chiara, probabilmente è colpa nostra perché non la abbiamo evidentemente dichiarata a sufficienza.

Vorrei dire personalmente che trovo internet - garante dell'anonimato - fondamentale proprio perché garante dell'anonimato. Questo io, personalmente. Ovviamente faccio dei distinguo morali ed esprimo mie critiche rispetto a quando usare o meno l'anonimato, ma lo ritengo un valore fondante del pensiero libero.

In ultimo, devo dire che non credo che ci sia il minimo rischio di perdere credibilità. I contenuti che anet pubblica sono tutto ciò che conta. Diversi i livelli, i contesti, gli argomenti, le opinioni. I contenuti, non altro, sopratutto perché lo staff comincia ad essere corposo e davvero variegato. Se poi uno non vuole leggerli perché ritiene che lo staff abbia "peccato", ebbè... amen, ci saranno altri utenti cui rivolgersi :)
Telina

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Re: Antispecisti e destra: quale posta in gioco? - lunedì 7 maggio 2012, 15:52 da Adriano
Ciao Eva,

chiunque può collegarsi a antispecismo.net e leggere gli articoli, non pare affatto un forum, se questo era il vostro intento allora me ne scuso ma non si era assolutamente capito. del resto un forum non ha una redazione.
Non discuto il valore dell'anonimato, infatti non era questo a cui facevo riferimento, ma discuto l'evidenza che ci sono molte persone che dietro mentite spoglie scrivono cose che non scriverebbero se dovessero firmarle.

Non ritengo che lo staff abbia peccato di nulla (e che sono un prete vegano??).
Hai perfettamente ragione: ci saranno altri utenti a cui rivolgersi, come anche altri siti da frequentare. e meno male.

adriano
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